La Suprema Corte ha ribadito che la prova del danno derivante da demansionamento e dequalificazione professionale può essere fornita anche mediante presunzioni ai sensi dell’art. 2729 c.c. e, dunque, attraverso il ricorso a elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti.
A tal fine, pertanto, possono essere valutati la qualità e quantità dell’attività lavorativa che il dipendente è stato chiamato a svolgere nonché la natura della professionalità richiesta, la durata del demansionamento e la diversa e nuova collocazione lavorativa attribuita al lavoratore dopo il periodo di prospettata dequalificazione.
a cura dello Studio Legale Avv. Mauro Montini
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Il danno da demansionamento
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