La Corte di Appello di Milano, chiamata recentemente a pronunciarsi in materia di retribuzione, ha innanzitutto richiamato la giurisprudenza di legittimità, secondo la quale il giudice di merito deve, non solo valutare se la retribuzione del dipendente sia proporzionata e sufficiente ai sensi dell’art. 36 della Costituzione, ma – qualora non la ritenga tale – anche provvedere alla determinazione del quantum salariale.
Secondo la Corte milanese, peraltro, neppure la retribuzione fissata dal contratto collettivo firmato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative può sottrarsi alla verifica sulla giusta retribuzione, ben potendo il giudice discostarsi dai minimi tabellari dalla stessa fissati, utilizzando parametri alternativi nazionali e internazionali.
a cura dello Studio Legale Avv. Mauro Montini
dipendente, retribuzione
La giusta retribuzione ai sensi dell’art. 36 della Costituzione
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