La Corte di Cassazione ha ribadito recentemente che il lavoratore ha interesse ad agire nei confronti del datore per il mancato versamento dei contributi anche prima della produzione di un danno previdenziale, ossia prima del raggiungimento dell’età pensionabile, in quanto – pur non essendo creditore dei contributi previdenziali – è comunque titolare del diritto all’integrità della propria posizione contributiva e conseguentemente ha sempre un interesse qualificato a proteggerla sul piano contrattuale.
Da ciò, secondo la giurisprudenza di legittimità, discende che – a fronte di una irregolarità contributiva – il lavoratore, prima del raggiungimento dell’età pensionabile, può esperire un’azione di condanna generica al risarcimento del danno ai sensi dell’art. 2116 c.c. oppure un’azione di mero accertamento dell’omissione contributiva quale comportamento potenzialmente dannoso.
a cura dello Studio Legale Avv. Mauro Montini
danno, risarcimento
Il diritto all’integrità della posizione contributiva
Condividi questo articolo
Articoli correlati
23 Aprile 2026
Una interessante e recente sentenza della Suprema Corte (cfr. Cass., Sez. Lav., 8 aprile 2026 n. 8738), in riforma ad una pronunzia della Corte di Appello di Firenze, affronta un caso di rilievo in caso [...]
15 Aprile 2026
Sul tema è recentemente intervenuta Cass., Sez. Lavoro, Sezione Lavoro, 2 aprile 2026 n. 8211. Si afferma che in caso di licenziamento per superamento del periodo di comporto intimato a lavoratore disabile, la discriminazione indiretta [...]
Quesiti pratici
Per domande specifiche o questioni di carattere individuale, ti invitiamo a contattare direttamente lo Studio Legale Avv. Mauro Montini.
