a cura dello Studio Legale Avv. Mauro Montini

danno, risarcimento

Il danno da perdita di chance del candidato illegittimamente escluso da una procedura concorsuale

Secondo una recente pronuncia della Corte di Cassazione, qualora la p.a. non rispetti gli oneri procedimentali sulla medesima gravanti in senso ad una procedura concorsuale, quali i) il rispetto dei presupposti dell’incarico imposti dalla vigente normativa, ii) l’indicazione preventiva dei requisiti professionali necessari per il suo affidamento, iii) l’adozione di adeguate forme di partecipazione ai processi decisionali, iv) la comparazione delle posizioni dei vari candidati e v) l’indicazione delle ragioni giustificatrici delle scelte effettuate, soprattutto in ordine ai profili suscettibili di valutazione oggettiva (come, ad esempio, il titolo di studio posseduto), al candidato escluso che sia in possessore dei titoli migliori spetta il risarcimento del danno da perdita di chance.
La Corte precisa, inoltre, che il giudice investito della domanda – nel caso in cui la motivazione sia mancante o illegittima – dovrà procedere ex novo a una valutazione comparativa del profilo dei candidati e calcolare l’eventuale risarcimento spettante, mentre – nel caso in cui la stessa sia soltanto insufficiente – dovrà apprezzare, sulla base dei criteri posti dalla p.a. a fondamento della propria valutazione, l’esistenza di un’eventuale significativa probabilità che la valutazione comparativa delle posizioni dei candidati potesse condurre ad un esito diverso.

Condividi questo articolo

Articoli correlati

8 Maggio 2026

Mansioni superiori e livelli retributivi, come si calcolano?

Una pronuncia della Suprema Corte (Cass. Sez. Lav., 3 aprile 2026, n. 8368) ribadisce che nel pubblico impiego contrattualizzato, il lavoratore assegnato a mansioni appartenenti alla categoria superiore ha diritto alla differenza tra il trattamento [...]

2 Maggio 2026

Danno comunitario e ius superveniens: la nuova disciplina (art. 12 d.l. n. 131/2024) si applica anche alle cause in corso

E’ davvero rilevante la pronuncia di Cass. Sez. Lav., 7 aprile 2026, n. 8583. Si afferma, infatti, che la mancanza di forma scritta dei contratti di lavoro a termine nel pubblico impiego non impedisce l’accertamento [...]

Quesiti pratici

Per domande specifiche o questioni di carattere individuale, ti invitiamo a contattare direttamente lo Studio Legale Avv. Mauro Montini.

Torna in alto