Il Consiglio di Stato ha chiarito che l’esclusione definitiva della candidata in stato di gravidanza contrasta frontalmente sia con il quadro normativo di riferimento che con i principi elaborati sul punto dalla giurisprudenza, entrambi volti ad evitare ogni forma di discriminazione fondata sul sesso e a garantire la parità di trattamento tra uomo e donna anche con riferimento all’accesso al lavoro.
D’altronde, l’uguaglianza sostanziale tra i candidati, senza distinzione di genere, sarebbe frustrata in via definitiva se lo stato di gravidanza si trasformasse da impedimento temporaneo all’accertamento a causa definitiva di esclusione.
In definitiva, lo stato di gravidanza non può rappresentare un ostacolo nell’accesso al lavoro né fonte di discriminazione nell’ambito del rapporto lavorativo.
a cura dello Studio Legale Avv. Mauro Montini
genere
I candidati in stato di gravidanza non possono essere esclusi dai concorsi
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