La Corte costituzionale ha di recente ribadito l’esclusione il personale in regime di somministrazione dalla platea dei dipendenti pubblici, con rapporto di lavoro precario, che possono accedere alle stabilizzazioni del loro rapporto di lavoro secondo le diverse discipline che si sono succedute nel corso degli ultimi tre lustri. La sentenza, per quanto senz’altro conforme alla disciplina vigente, non può non lasciare perplessi sugli effetti pratici che determina o che può determinare e che sono ben esplicitati dalla vicenda concreta che aveva condotto a sollevare la questione di illegittimità: un dipendente di un Comune che per 12 anni è stato utilizzato da autista di scuolabus. Insomma il rischio è quello di mettere in mano alle amministrazioni pubbliche un formidabile strumento di reclutamento di personale che, anziché restringere, potrebbe ampliare a dismisura la precarizzazione del lavoro e l’opacità delle forme di accesso.
a cura dello Studio Legale Avv. Mauro Montini
dipendente, precario, rapporto di lavoro
Ci sono precari e precari, insomma la stabilizzazione è per tanti ma non per tutti.
Condividi questo articolo
Articoli correlati
6 Ottobre 2026
Cass., Sez. Lav., 2 settembre 2026 n. 24920 richiama gli enti pubblici a prestare particolare attenzione all’istituto della sospensione cautelare dal servizio dei dipendenti, unitamente al procedimento disciplinare che li riguarda, in pendenza di procedimento [...]
6 Ottobre 2026
Per Cass. Civ., Sez. Lav., 7 maggio 2026, n. 13148 il contratto di agenzia si distingue dal procacciamento di affari per la stabilità e la continuità dell’incarico di promozione della conclusione di contratti in una [...]
Quesiti pratici
Per domande specifiche o questioni di carattere individuale, ti invitiamo a contattare direttamente lo Studio Legale Avv. Mauro Montini.
