La Suprema Corte è stata recentemente chiamata a pronunciarsi in tema di patto di prova, affermando che lo stesso, non solo deve risultare da atto scritto ai sensi dell’art. 2096 c.c., ma deve anche indicare in maniera specifica, a pena di nullità, la mansione attribuita al dipendente.
In assenza di detta previsione, invece, il rapporto di lavoro deve considerarsi costituito ab origine senza la previsione di alcun periodo di prova, in quanto il lavoratore – in assenza dell’identificazione di compiti definiti – non è stato posto nelle condizioni di dare dimostrazione della propria attitudine a svolgere quella determinata attività lavorativa.
a cura dello Studio Legale Avv. Mauro Montini
dipendente, rapporto di lavoro
Sul patto di prova
Condividi questo articolo
Articoli correlati
6 Ottobre 2026
Per Cass. Civ., Sez. Lav., 7 maggio 2026, n. 13148 il contratto di agenzia si distingue dal procacciamento di affari per la stabilità e la continuità dell’incarico di promozione della conclusione di contratti in una [...]
30 Settembre 2026
La Corte d’Appello di Firenze, Sez. Lavoro, 31 agosto 2026, n. 487/2026 affronta questioni di non poco rilievo nell’ambito di un contenzioso piuttosto complesso. Si statuisce, innanzitutto, che grava sul lavoratore che agisca per il [...]
Quesiti pratici
Per domande specifiche o questioni di carattere individuale, ti invitiamo a contattare direttamente lo Studio Legale Avv. Mauro Montini.
