La Suprema Corte è stata recentemente chiamata a pronunciarsi in tema di patto di prova, affermando che lo stesso, non solo deve risultare da atto scritto ai sensi dell’art. 2096 c.c., ma deve anche indicare in maniera specifica, a pena di nullità, la mansione attribuita al dipendente.
In assenza di detta previsione, invece, il rapporto di lavoro deve considerarsi costituito ab origine senza la previsione di alcun periodo di prova, in quanto il lavoratore – in assenza dell’identificazione di compiti definiti – non è stato posto nelle condizioni di dare dimostrazione della propria attitudine a svolgere quella determinata attività lavorativa.
a cura dello Studio Legale Avv. Mauro Montini
dipendente, rapporto di lavoro
Sul patto di prova
Condividi questo articolo
Articoli correlati
10 Aprile 2026
Cass., Sez. Lav., n. 3103 del 12 febbraio 2026, interviene a definire una controversia, nella quale era stata ritenuta sussistente la responsabilità di un dirigente per condotte vessatorie (mobbing) in danno di un collega, ma [...]
7 Aprile 2026
Una sentenza della Suprema Corte (Cass., Sez. Lav., n. 2375 del 4 febbraio 2026), affronta il tema del licenziamento di un dipendente tossicodipendente che era addetto a mansioni a rischio (nello specifico, un autista di [...]
Quesiti pratici
Per domande specifiche o questioni di carattere individuale, ti invitiamo a contattare direttamente lo Studio Legale Avv. Mauro Montini.
