La sentenza della Corte di Appello di Genova del gennaio 2022, già oggetto di una precedente news, chiarisce anche quali siano gli esatti oneri motivazionali di un provvedimento disciplinare. Si afferma, difatti, che “secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, nel provvedimento di irrogazione della sanzione il datore di lavoro non è tenuto a rendere una motivazione che vada a menzionare in modo analitico le giustificazioni addotte dal lavoratore a seguito della contestazione degli addebiti e le ragioni che lo hanno indotto a disattenderle“. Insomma, al fine di adempiere all’obbligo di motivazione, è stato ritenuto sufficiente il richiamo alla contestazione disciplinare, alla memoria difensiva e all’audizione del dipendente, con la conseguente riaffermata fondatezza e legittimità degli addebiti, individuando precisamente le norme di legge e della contrattazione collettiva sulla base delle quali è stata, poi, applicata la sanzione in concreto inflitta.
a cura dello Studio Legale Avv. Mauro Montini
contrattazione collettiva, dipendente, sanzione
Come si motiva un provvedimento disciplinare?
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