Un candidato censura il bando di un Comune perché richiedeva, per l’assunzione di un dirigente amministrativo, il possesso della laurea specialistica (o della laura magistrale) anziché il “mero” diploma di laurea. Il Tar della Toscana, nel rigettare il ricorso per profili processuali (ovvero senza indagare il merito della questione) con sentenza del mese di aprile 2022, ricorda che, per censurare una clausola di un bando “immediatamente lesiva” (quale è stata giustamente ritenuta quella di specie) il candidato leso la deve impugnare nei termini di legge. Il tutto con la precisazione che neppure “la iniziale ammissione ingenerava in capo alla candidata alcun affidamento qualificato
trattandosi di una fase infraprocedimentale la cui revisione on imponeva le garanzie dell’autotutela”.
a cura dello Studio Legale Avv. Mauro Montini
assunzione
Occhio al bando ed ai requisiti di accesso
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