Il TAR Toscana, con sentenza di metà aprile, richiama i candidati ad un concorso, che intendano rivolgersi al Giudice amministrativo per far valere le loro ragioni, a prestare attenzione ad evitare situazioni di conflitto di interessi. In particolare, in quel caso, il Giudice
amministrativo fiorentino ha ritenuto il ricorso inammissibile, visto che “i ricorrenti impugnano gli esiti della medesima procedura comparativa, aspirando entrambi al superamento della selezione per cui era stata bandita”. Invero, come a cura di chiosare il TAR Toscana, “l’interesse dei deducenti sia soprattutto concentrato nella dimostrazione dell’inadeguatezza dei titoli posseduti dal controinteressato (ovvero dal vincitore della procedura) e nella valorizzazione dei propri” sicché l’effetto dell’accoglimento sarebbe non solo di travolgere la nomina in ruolo del primo ma porrebbe i ricorrenti in posizione fra loro confliggente, aspirando entrambi al “medesimo bene della vita, ossia l’assegnazione dello stesso incarico di docenza posto a bando”.
a cura dello Studio Legale Avv. Mauro Montini
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I ricorsi collettivi e le procedure selettive
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