La Corte di Cassazione, con sentenza del settembre 2022, si è pronunciata in merito alla regola da applicare in caso di contrasto tra il piano paesistico regionale ed il piano regolatore comunale: in questi casi deve prevalere quello più restrittivo, ovvero che contiene prescrizioni più favorevoli alla tutela dell’ambiente e del paesaggio.
Sul punto, invero, il Consiglio di Stato ha più volte avuto l’occasione di affermare che gli strumenti urbanistici comunali non possano contemplare condizioni peggiorative rispetto alle disposizioni del piano paesaggistico, ma gli stessi possono pur sempre disciplinare le aree vincolate con previsioni che tutelano anche il profilo ambientale e paesaggistico in modo più favorevole.
Insomma, se è vero che le previsioni dei piani paesaggistici regionali sono immediatamente prevalenti sulle disposizioni difformi eventualmente contenute negli strumenti urbanistici comunali, non vi è alcuna preclusione a che gli strumenti urbanistici dettino, nell’ambito di propria competenza, disposizioni aggiuntive anche più restrittive rispetto allo strumento sovraordinato.
Detto in altri e più chiari termini, se lo strumento urbanistico generale contrasta con i limiti posti dal piano territoriale paesaggistico, prevale quest’ultimo. Qualora, invece, gli strumenti urbanistici comunali disciplinino le aree vincolate con previsioni che tutelano anche il profilo ambientale e paesaggistico in modo più favorevole rispetto ai piani territoriali paesaggistici, allora essi sono da considerarsi prevalenti su questi ultimi.
a cura dello Studio Legale Avv. Mauro Montini
In caso di contrasto tra il piano paesistico regionale e quello comunale prevale quello più restrittivo
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