La Corte di Cassazione ha recentemente affermato che l’art. 2087 c.c., che obbliga il datore di lavoro a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro, deve intendersi violato anche quanto vengono poste in essere condotte lesive della dignità del lavoratore.
Sulla scorta di tale principio, pertanto, i Giudici hanno condannato una società al risarcimento del danno per lesione della dignità del dipendente per avere impedito al medesimo i) in primo luogo, di lasciare la postazione per recarsi ai servizi igienici ii) e, in secondo luogo, di cambiarsi i pantaloni “bagnati” fino alla successiva pausa.
a cura dello Studio Legale Avv. Mauro Montini
danno, dipendente, risarcimento
Sulla dignità del lavoratore
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