a cura dello Studio Legale Avv. Mauro Montini

dirigenza, gara, retribuzione, sanità

Retribuzione di posizione, effetti del giudicato e parità di trattamento

Una recentissima sentenza della Sezione Lavoro della Corte di Appello di Roma, ottenuta da questo studio legale (cfr. sentenza n. 4019 del 31 dicembre 2025) interviene sulla retribuzione di posizione variabile spettante alla dirigenza sanitaria pubblica.
Viene innanzitutto affrontato il tema dell’efficacia di un giudicato esterno e del cd. ius superveniens. Tra le parti era infatti intervenuta una precedente sentenza passata in giudicato.
Orbene, si afferma che l’accertamento contenuto in una sentenza passata in giudicato, relativo a un rapporto di durata, estende i suoi effetti anche ai periodi successivi qualora rimangano immutati gli elementi costitutivi della fattispecie (fatti e normativa).
Tuttavia, nel caso di specie, tale vincolo è stato ritenuto cessato per effetto della sopravvenuta modificazione del quadro normativo di riferimento.
Nello specifico, l’entrata in vigore dell’art. 92 del C.C.N.L. Area Sanità del 19/12/2019, che ha introdotto la “clausola di garanzia” (valore minimo di retribuzione complessiva) a decorrere dal 01/01/2020, costituisce, secondo la Corte di Appello di Roma, uno ius superveniens idoneo a far venir meno l’efficacia del giudicato formatosi sotto la vigenza della precedente disciplina contrattuale.
Una volta venuto meno il vincolo del giudicato, per effetto della nuova disciplina contrattuale, non sussiste il diritto del dirigente medico a percepire la retribuzione di posizione variabile aziendale in assenza di un provvedimento di graduazione delle funzioni e di pesatura degli incarichi.
L’eventuale illegittima corresponsione dell’emolumento in questione ad altri dirigenti non legittima una pretesa basata sulla disparità di trattamento. Infatti, l’amministrazione, di fronte a trattamenti erogati in violazione delle regole (mancanza di graduazione e pesatura), deve rientrare nella legalità recuperando l’indebito, non estendere l’errore ad altri dirigenti.

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