a cura dello Studio Legale Avv. Mauro Montini

contrattazione collettiva, dipendente

Gli avanzamenti in carriera richiedono le risorse economiche

Secondo Cass. Civ., Sez. L, Ord. n. 21657 del 25/06/2026, la clausola di cui all’art. 15, comma 5, del C.C.N.L. Comparto Ricerca del 7 aprile 2006 (che prevede l’accesso al II livello del profilo di ricercatore anche tramite selezioni con cadenza biennale) non impone un obbligo incondizionato e automatico di indizione delle procedure selettive né un diritto allo scorrimento delle graduatorie degli idonei, essendo l’attivazione subordinata alla programmazione del fabbisogno dell’Ente, alla preventiva individuazione delle risorse in sede di contrattazione integrativa e alla sussistenza delle prescritte autorizzazioni alla copertura dei posti. La sentenza aderisce espressamente ad altro precedente a mente del quale nessun diritto poteva sorgere in difetto di quella condizione, posto che «qualora un diritto dipenda da una contrattazione integrativa, il che pertiene all’ambito della cognizione giuridica della domanda dispiegata, l’azione di chi ne pretenda l’adempimento naturalmente coinvolge l’esistenza di tale contrattazione ed il riconoscimento, attraverso essa, di quel diritto. D’altra parte, è appena il caso di rilevare che il bando, a fronte di una progressione orizzontale dipendente dalla contrattazione integrativa, sarebbe nullo, quale atto di gestione del rapporto, e non potrebbe attribuire alcun diritto, se esso riconoscesse il beneficio a prescindere da tale contrattazione e dal procedimento e dai controlli di legge che la riguardano, in quanto si determinerebbe una violazione diretta dell’art. 2, co. 3 (secondo cui i trattamenti economici possono derivare solo dalla contrattazione collettiva) e 40-bis del d. Igs. 165/2001 (norma che regola i controlli sulla contrattazione decentrata)» (Cass. n. 27314/2021).

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