La Suprema Corte torna, con ordinanza del 25 settembre 2024, ad occuparsi del tema delle conseguenze risarcitorie conseguenti ad eventuali illegittimità verificatesi nel conferimento degli incarichi anche di posizione organizzativa. Orbene, confermando la pronunzia della Corte di Appello di Firenze, si afferma che “in tema di impiego pubblico locale (v., ex aliis, Cass., n. 1884 del 2022), l’illegittimo diniego di una posizione organizzativa comporta il diritto del dipendente al risarcimento del danno per perdita di chance. Al fine della liquidazione del danno patrimoniale da perdita di “chance” la concreta ed effettiva occasione perduta di conseguire un determinato bene non è una mera aspettativa di fatto, ma un’entità patrimoniale a sé stante, giuridicamente ed economicamente suscettibile di valutazione autonoma, che deve tenere conto della proiezione sulla sfera patrimoniale del soggetto (Cass., n. 18207 del 2014). Ove sussista la prova di una concreta e effettiva occasione perduta, il danno, che non coincide con le retribuzioni perse, va liquidato in via equitativa ed a tal fine l’ammontare delle retribuzioni perse può costituire un parametro (Cass., n. 18207 del 2014 cit.). Tuttavia, occorre considerare il grado di probabilità e la natura del danno da perdita di chance, che è un danno futuro, consistente nella perdita non di un vantaggio economico, ma della mera possibilità di conseguirlo, secondo una valutazione ex ante da ricondursi, diacronicamente, al momento in cui il comportamento illecito ha inciso su tale possibilità in termini di conseguenza dannosa potenziale (Cass. n. 13483 del 2018)”.
a cura dello Studio Legale Avv. Mauro Montini
danno, dipendente, illecito, risarcimento
Ancora sul risarcimento dei danni da perdita di incarico (di posizione organizzativa)
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