Il Tribunale di Siena- Sezione Lavoro, con sentenza 29 dicembre 2025 – 5 gennaio 2026 n. 1047, ha definito una vicenda che aveva trovato anche un notevole eco mediatico.
In modo del tutto condivisibile, il licenziamento è stato ritenuto illegittimo, visto che si è, innanzitutto, trasformato il mancato superamento di un «test», che dovrebbe avere una valenza per così dire neutrale ovvero meramente formativa/correttiva, in un vero e proprio inadempimento meritevole della massima sanzione in sede disciplinare. La sentenza statuisce a chiare lettere che ”l’induzione in errore omissivo del lavoratore, dunque, è il frutto di un comportamento artificioso… al fine di precostituire una giusta causa di recesso”.
Inoltre il Giudice del Lavoro di Siena ha acclarato altresì la natura discriminatoria del recesso, avendo accertato che il recesso si inseriva in una più ampia strategia aziendale di sostituzione dei dipendenti anziani (e con livelli retributivi più onerosi) con personale più giovane e meno caro.
a cura dello Studio Legale Avv. Mauro Montini
licenziamento, sanzione
Licenziamento disciplinare, «test del carrello» e discriminazione per età
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