Secondo il Consiglio di Stato è illegittima la previsione regolamentare adottata dal comune recante divieto di accendere fuochi d’artificio di ogni tipologia in un determinato periodo, trattandosi di disposizione riconducibile alle materie della disciplina degli esplosivi e dell’ambiente di cui all’articolo 117, lettere d) ed s) della Costituzione, riservate alla competenza legislativa esclusiva dello Stato, con la conseguenza che, in base al principio del parallelismo tra competenza legislativa e regolamentare di cui all’articolo 117, comma 6, della Costituzione, la potestà regolamentare in tali materie spetta allo Stato, salva la facoltà di delega alle regioni, ma non ai comuni.
Difatti, il potere regolamentare del Comune in subiecta materia non può desumersi: i) dall’articolo 3-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, che si limita a stabilire che la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati e dalle persone fisiche e giuridiche pubbliche o private; ii) dall’articolo 7 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 che limita il potere regolamentare del comune ad alcune materie (organizzazione e funzionamento delle istituzioni e degli organismi di partecipazione, per il funzionamento degli organi e degli uffici e per l’esercizio delle funzioni) escludendo, quindi, una potestà regolamentare generale; iii) dall’articolo 50, commi 5 e 7-ter del decreto legislativo n. 267 del 2000 che prevede un potere extra ordinem del sindaco, quale rappresentante della comunità locale in relazione a situazioni con rilevanza esclusivamente locale e non estese in un’area più vasta.
a cura dello Studio Legale Avv. Mauro Montini
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Incompetenza del comune a proibire l’accensione di fuochi d’artificio con previsione regolamentare
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