a cura dello Studio Legale Avv. Mauro Montini

assunzione, danno, risarcimento

Illegittimo diniego all’abilitazione scientifica nazionale e diritto al risarcimento dei danni: un interessante sentenza del TAR del Lazio

Il TAR del Lazio- Sezione IV Quater, con una recentissima sentenza n. 23274 del 19 dicembre 2025 ottenuta da questo studio legale, afferma che, in tema di Abilitazione Scientifica Nazionale, l’annullamento giurisdizionale di un giudizio negativo di inidoneità, seguito dal conseguimento dell’abilitazione in sede di riesame sulla medesima domanda, fonda la responsabilità risarcitoria del Ministero dell’Università e della Ricerca per i danni subiti dal ricercatore a tempo determinato (c.d. di tipo B) che, nella pendenza del primo giudizio, abbia visto scadere il proprio contratto senza poter accedere alla procedura di chiamata nel ruolo di professore associato.
Il positivo esito del riesame fa presumere il possesso dei requisiti sin dalla fase originaria, ed è quindi tale da connotare la condotta dell’Amministrazione non come mero errore di stesura motivazionale, ma come condotta colpevole secondo il paradigma dell’art. 2043 c.c..
Il danno risarcibile deve essere qualificato in termini di perdita di chance e non di mancata assunzione, poiché il meccanismo di reclutamento previsto dall’art. 24, comma 5, della L. n. 240/2010 (c.d. tenure track) non prevede un automatismo, sicché l’esito favorevole deve ritenersi possibile ma non certo.
In concreto, il TAR riconosce che il ricercatore ha perso una probabilità seria di essere valutato per diventare associato nel proprio Ateneo, e quantifica questa probabilità nel 25% del differenziale retributivo che avrebbe potuto percepire.

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