Secondo il Consiglio di Stato è da ritenersi legittima la sanzione disciplinare di stato della sospensione dall’impiego inflitta ad un maresciallo dell’Esercito italiano che, nell’esercizio del diritto di critica sindacale, abbia ecceduto dagli obblighi di continenza e di disciplina dell’uso dell’uniforme.
Nel caso di specie il militare pubblicava video sulla piattaforma youtube, nei quali, in uniforme, con voce contraffatta e maschera “anonymus”, ed anche con l’utilizzo di caricature animate del Capo di stato maggiore e del Ministro pro tempore, addebitava ai comandanti ai vari livelli comportamenti mobbizzanti, vessatori, ingiuriosi e minacciosi nei confronti di militari con l’omertà della linea di comando).
Secondo quanto emerge dal parere del giugno 2024, risulta legittima e non violativa del principio del ne bis in idem la sanzione disciplinare laddove, da un lato, i fatti posti a fondamento del provvedimento, pur analoghi nella loro materialità a quelli posti a fondamento di un procedimento precedentemente avviato ed archiviato, siano posti in essere in momenti diversi, risultando perciò episodi fattualmente diversi; dall’altro, allorquando sia comunque carente un accertamento giurisdizionale definitivo, che è presupposto logico del divieto di bis in idem.
a cura dello Studio Legale Avv. Mauro Montini
sanzione, sospensione
I limiti all’esercizio del diritto di manifestazione del pensiero per i Militari
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