a cura dello Studio Legale Avv. Mauro Montini

Concorsi, interessi ad agire, prova di resistenza e rinnovo delle operazioni ad opera di altra commissione

Il TAR Toscana, Sez. IV, con la sentenza del 14 luglio 2026, n. 1528, già oggetto di altra news, afferma in modo condivisibile che sussiste l’interesse a ricorrere avverso gli atti di una procedura selettiva, nonostante il rilevante divario di punteggio tra ricorrente e vincitore, quando il ricorrente non contesti la valutazione nel merito bensì denunci un vizio radicale (difetto assoluto di motivazione) attinente all’intera fase valutativa dei titoli, e il punteggio massimo attribuibile alla voce contestata (nella specie, le pubblicazioni scientifiche) sia astrattamente idoneo, ove rivalutato, a colmare il divario con il candidato vincitore.
L’annullamento della fase di valutazione dei titoli (pubblicazioni, attività didattica e curriculum), in quanto unitaria e inscindibile, comporta la caducazione automatica di tutti gli atti successivamente adottati, compreso il decreto di nomina in ruolo del vincitore, mentre restano salvi i criteri di valutazione prestabiliti e le altre attività concorsuali già espletate (prova didattica, accertamento delle competenze linguistiche). Attesa la natura comparativa della valutazione, la rinnovazione deve riguardare tutti i candidati scrutinati e, in ragione della gravità delle violazioni riscontrate, può essere disposta ad opera di una Commissione in diversa composizione.

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